Impresa domenicale di due panciotte
lunedì, 30 novembre 2009 - 14:25 -

La cioccolata al peperoncino era sì buonissima, ma pizzicava non poco. Di fatti ho inventato una nuova massima (giacchè si sa che io da grande farò la massimista, anche se mia cugina mi ha messa in guardia sul fatto che probabilmente il mio non sarà un lavoro molto retribuito): "Caldo e piccante rendon la gola dolorante".
Quella al pistacchio invece (che io non ho assaggiato), non sembrava essere molto buona vista l'espressione delle guanciotte del bevitore. Forse però ha aiutato il fatto di essere imbottiti di brioches (a colazione, quasi due a testa), arrosto al latte e limone con patate alle mele (a pranzo), un po' di torta ripiena di amaretti e pere al vino e cannella (ovvimamente questo non vale per me, odio il sapore della cannella), e un numero non ben precisato di canestrelli imbevuti nella cioccolata (questo invece mi riguarda molto). Speravamo che la cena ritardasse il più possibile il suo arrivo, e quando ahinoi è arrivata, non contenta ho preparato delle polpettine di tonno patate e prezzemolo (fritte per di più) da accompagnare all'arrosto rimasto. Grande gioia dei miei genitori, altrettanto grande nausea da parte mia e forse (non ho accertato il mio dubbio) del mio povero (solo per l'abbuffata di oggi) sempre più prossimo consorte.

Tutto questo per dire che ti amo tantissimo e che non so come farei senza di te e senza i nostri bizzarri (ultimamente anche casalinghi) fine settimana.


Momo989 - commenti
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GGGRRRRRRRRRRR.......!!!!!!!
mercoledì, 18 novembre 2009 - 20:20 -

Piccola sfuriata..
Mi sono innamorata a prima vista di un paio di irranguingibilissime ballerine Burberry, di cui ignoro il prezzo che comunque non cercherò nemmeno di scoprire, e prima riguardandomele su google le vedo addosso a quella scema drogata della...della...come caspita si chiama?? Lindsay Lohan!!! Ma pensa te cavolo, non se le merita affatto! Magari nemmeno io per carità, però di sicuro dovrei averle più io di lei.. No?? E magari non ha dovuto nemmeno fare fatica a pagarli e le ha fatte prendere di tutti i colori a una sua assistente! Uffa..
Va bene..
Fine della piccola sfuriata..

Momo989 - commenti
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Felicemente sola in mezzo a mille persone
lunedì, 26 ottobre 2009 - 19:59 -

La metropolitana.
Un luogo dove è apparentemente impossibile avere una propria intimità, e anche una propria stabilità in effetti. Cerchi di trovare un angolino per riuscire a stare in piedi e respirare senza dover affondare per forza nei cappotti degli altri, nelle storie di tutte quelle persone che ti riducono a una piccola ombra senza volto. Però è impossibile, nelle ore di punta (quante sono le ore di punta di una metropolitana per il tratto Duomo-Cadorna? Tutte? Quasi tutte?) tutti stanno con tutti. Non è una lamentela la mia, ci mancherebbe solo che sbuffi per tre minuti di metro, assolutamente. No io sto parlando (bè oddio..scrivendo in realtà, al massimo pensando..) col sorriso, perché quando torno in stazione la sera quei tre minuti riescono paradossalmente a regalarmi uno spazio tutto mio. L'altra sera (che bello dire "l'altra sera" anche se magari ci si riferisce a settimane fa, quando non voglio pensare al giorno preciso lo dico sempre), l'altra sera stavo per salire pensando tutta soddisfatta al fatto che ormai non ho più problemi a stare in piedi senza attaccarmi a quei pali portatori di mille e più microbi, quando il mio lettore mp3 ha iniziato a farmi ascoltare "Remember". Il treno è partito e tutto intorno a me ha perso il suo significato "appiccicante". Ero in mezzo a mille persone pressate in un vagone, eppure mi sentivo sola con me stessa, libera di pensare quello che volevo e sorridere senza motivo. Una sensazione stupenda, come quando stai fuori tutto il giorno, parli con diverse persone, vai a lezione, in palestra, discuti, e chi più ne ha più ne metta, e poi finalmente apri la porta di camera tua e ti stendi un attimo sul letto, e c'è silenzio.
Non mi sto spiegando affatto, me ne rendo benissimo conto, ma forse non c'è nulla da spiegare. Scrivo di un momento magico, che è mio e solo mio, anche se durante quei tre brevi minuti avevo molti occhi vicino.
Ripensarci, mi fa sentire bene..
Ecco perché l'ho scritto.


Momo989 - commenti (1)
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Un dolce ricordo
lunedì, 12 ottobre 2009 - 10:56 -

Il vento soffia talmente forte che è impossibile non rimanere imbambolata a guardare gli alberi che perdono in fretta moltissime foglie. Il viale è avvolto da un vortice giallo di foglie che presto ricopriranno tutto l'asfalto.
Chiudo gli occhi e immagino come sarebbe essere sballottati dal vento senza potersi opporre.
Questa mattina sono felice, perché ho iniziato la giornata nel migliore dei modi, col mio angelo vicino. Salutarsi non è mai una cosa piacevole, sento la sua mancanza non appena non lo vedo più lungo le scale, non posso e non voglio negarlo, ma sento comunque di essere più felice che triste. Vederlo allontanarsi non fa altro che aumentare il mio desiderio di rivederlo e stargli accanto. Quando va via la mattina, verso la stazione, rimango ferma vicino alla finestra della cucina, anche quando ha svoltato l'angolo e la sua immagine è quindi diventata un ricordo. Lo scatto della finestra che si chiude vuol dire ritornare alla mia realtà, alla mia quotidianità, prevalentemente solitaria, quindi cerco di rimanere aggrappata il più possibile a quei momenti che divido con la persona che amo, sempre più impaziente di vederli diventare la mia unica vita.
A dispetto della dieta che sto seguendo, avendo perso cinque chili, a colazione mi sono concessa le gocciole. Mi è subito venuta in mente la cucina di casa mia, l'unica che sento veramente mia. Non è questa, né quella della casa precedente, né quella prima ancora. E' la cucina bianca e rossa di via Vicenza, quella in cui sono cresciuta. A pensarci bene non esiste proprio più, perché in quell'appartamento ne è stata messa una nuova. Il solo pensarci mi riempie gli occhi di lacrime, quindi tornerò al mio ricordo felice.
Ho quattro anni, sono seduta in cucina con le spalle rivolte verso la finestra, e mia mamma è davanti a me. Stiamo facendo colazione con latte caldo e gocciole. Mia mamma mi osserva e si accorge di una cosa: io prendo le gocciole dalla parte rotonda, non dalla punta. E' una sciocchezza di scarsa importanza, lo sa anche lei, ma me lo fa notare ugualmente, dicendomi che è meglio prenderle dalla punta per pucciarle nella tazza e non sporcarsi troppo le mani. Ora, non ricordo cosa le risposi con precisione, ma ricordo benissimo la punta d'orgoglio che sentii nel spiegarle che era decisamente migliore il mio modo di mangiare le gocciole. Anzi il fatto che mi avesse consigliato di provare a prenderle dalla punta rese ancora più radicale la mia ostinazione.
Anche questa mattina, quando ormai sono passati ben sedici anni, mi sono accorta di prendere le gocciole dalla pancia, non dalla punta. E se capita il contrario, senza accorgermene le giro prima di pucciarle nel latte.


Momo989 - commenti (3)
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una vita, due facce
mercoledì, 16 settembre 2009 - 20:39 -

Appoggiata al muro vicino alla finestra, con le antiscivolo calde ai piedi, e i capelli raccolti in una minuscola cipollina, osservo i lampioni gialli illuminare pigramente il viale. Le aiuole e l'asfalto sembrano indossare un vestito scuro a pois gialli, che in realtà sono le foglie che cadono ormai sempre più abbondantemente dagli alberi. Tranne dal mio, quello davanti alla mia finestra, ancora quasi del tutto verde e sempre in disaccordo con gli altri. Il cielo è nero, e tutto luccica alla luce dei fari delle macchine e dei lampioni, grazie all'acqua della pioggia che cade da un paio di giorni. Il profumo è quello accogliente del freddo, che mi fa sorridere tanto mentre mi chiedo quale sia il motivo.
Incrocio le braccia e inizio a sospirare.
 Poi guardo meglio la finestra e vedo il mio volto riflesso sul vetro, e inizio a studiarmi.
Non so se sia una cosa normale, e reale, ma a volte quando mi guardo allo specchio (o al vetro di una finestra, se proprio succede così) mi capita di strabuzzare gli occhi e di dovermi cercare in quello che vedo. E' come se la persona che vedo non corrispondesse a quella che penso di essere. Strano, lo so. Dopo due secondi magari la sensazione è già svanita, e rivedo tutto al suo posto, ma non posso fare a meno di chiedermi che cosa significhi questa stranezza.
L'unica cosa che mi viene in mente, è che sia tutto collegato all'incertezza in cui sto vivendo da più di un anno.
Lui ci è riuscito, lui mi ha guardato con quegli occhi blu, penetranti, e mi ha detto "sono stufo di non sapere quello che vuoi!". Vorrei tanto avere la forza di guardarmi in faccia e ordinarmi di darmi una svegliata, di prendere in mano la mia vita, veramente, e iniziare a credere e impegnarmi in quello che sto facendo. Voglio trovare quel qualcosa di fastidioso che mi blocca e gettarlo via, per sempre. Le persone che ho intorno stanno tutte andando avanti, felici di quello che stanno costruendo, io non voglio rimanere indietro, non voglio essere diversa. Voglio dimostrare di essere davvero una stellina rossa che brilla nel cielo distinguendosi da tutte le altre. Lo voglio per me stessa, e per chi mi vuole bene e crede in me nonostante i miei numerosi fallimenti.
Intanto so che la mia mongolfiera colorata è sempre qui vicino a me, che vola tranquilla sopra il mio cuore e mi aiuta a superare col sorriso ogni minuto delle mie giornate.
Ricordati che la sera puoi sgonfiarti, e dormire serena perché ci sono io nella tua cesta, a farti tante carezze.
Mi manchi..


Momo989 - commenti (1)
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Stagioni al contrario
lunedì, 31 agosto 2009 - 18:04 -

Cosa preferisco, l'estate o l'inverno?
L'estate, senza ombra di dubbio.

Già..quest'anno però le cose sono cambiate. Ho una voglia matta d'inverno, di freddo. Voglio mettermi le mie sciarpe, voglio fare l'albero di Natale, e voglio aspettare le cinque, quando cala il sole, per accendere le lucine. Voglio leggere sotto le coperte, prepararmi un bella tazzona di tè caldo, voglio borbottare perché a Milano piove e rimango bagnata fradicia per tutto il corso delle lezioni.
Ho passato delle vacanze splendide, soprattutto per quanto riguarda la mia prima esperienza in campeggio. Sono stata due settimane in compagnia del mare, cosa che desideravo davvero tanto, e che in effetti mi manca già moltissimo. Se ripenso al mare però me lo immagino tutto grigio e irrequieto, e se alzo gli occhi il cielo è di un bel bianco latte. Le spiagge sono deserte e se mi volto vedo soltanto le mie impronte lasciate sulla sabbia. Ho proprio voglia di sentirmi le guance pizzicare dal freddo, di sentire sollievo quando rientro in casa dopo essere stata fuori a lungo.
Quest'ultimo fine settimana, a casa del mio ragazzo, ero tutta contenta perché la sera c'era un bel fresco. Domenica mattina era tutto nuvoloso e ogni tanto scendeva qualche goccia di pioggia. Mentre eravamo in macchina ho tirato giù tutto il finestrino, e ho messo fuori il braccio finché non l'ho sentito freddo. Avevo quasi i brividi dopo un po', è stato bellissimo. Poi gli ho messo il braccio intorno al collo e anche lui ha fatto un bel sorrisone di sollievo nel sentire fresco, dopo tanti giorni di caldo e afa asfissiante. Sarà che è da un po' che mi parla della sua voglia di autunno, di mettersi i maglioni di cotone e non sudare più, ma ho proprio iniziato a guardare il sole malamente. Voglio che si allontani. Di un bel po' anche.
Solitamente l'inverno passa lentamente e l'estate mi vola via in un soffio.
Invece sta accadendo esattamente il contrario in questo strano e pieno di cambiamenti 2009.


Momo989 - commenti (2)
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film e amicizia
mercoledì, 26 agosto 2009 - 20:42 -

E' ufficiale, mi sono completamente innamorata del film della serie cult Sex and the City.
Durante l'anno ho guardato con calma tutta la serie che mia mamma aveva collezionato in dvd, e poi finalmente ho guardato anche il film.
Ero scettica all'inizio, probabilmente anche troppo piccola per interessarmi a certi contenuti. Invece adesso devo ammettere di esserne stata totalmente assorbita. (Lo so che dovrei pensare solo allo studio, ma..qualche altra parentesi può starci invece!)
Quello che più mi sconvolge è che mi sono anche commossa. Non solo la prima volta che l'ho visto, anche tutte le altre.
Mi pizzicano gli occhi all'inizio, quando arrivano una alla volta le amiche di Carrie; ovviamente alla fine, quando sono tutte e quattro in un locale a festeggiare i cinquant'anni si Samantha. O ancora quando Louis riceve la sua prima Louis Vuitton non a noleggio e urla come una pazza.
E poi mi fa tanto sorridere, ridere davvero a volte. Mi da un senso di calore vedere l'amicizia di queste quattro donne durante tutta la serie e tutto il film.
Per certi versi è davvero solo un telefilm, solo un film, con avvenimenti troppo assurdi per poter essere veritieri, ma fa parte della magia dopotutto. E' proprio per questo che ci beviamo tutte quelle sciocchezze, per il semplice motivo che ci fanno divertire.
Detto questo..dovrò seriamente farmi nascondere il dvd. Sono una capace di rivedere i film miliardi di volte. C'è stato un periodo in cui mettevo C'è posta per te praticamente ogni giorno, anche solo come sottofondo mentre facevo le varie faccende in casa, mentre stiravo.
Guardare la serie e il film comunque mi ha fatto anche riflettere sul fatto che non esistono tante amicizie così nella vita. Non è affatto facile trovare una, o più persone, con cui poter condividere interamente e sinceramente la propria vita.
Io ringrazio tantissimo di avere un'amica reale, nella vita vera, con cui posso ridere fino al mal di pancia e parlare di ogni cosa senza problemi.


Momo989 - commenti (2)
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Mha..
mercoledì, 10 giugno 2009 - 14:07 -

Mia nonna è di là che borbotta da sola e io sono qui che borbotto col mio libro.
Che sensazione strana in questi giorni.
I corsi sono finiti e gli esami alle porte. Ma devo dire che non mi sento ancora a mio agio in questa veste da studentessa universitaria. Eppure è passato un anno.
Mi sembra di essere sospesa a mezz'aria, come se non stessi facendo nulla. Sempre in attesa di qualcosa che non so bene che cos'è.
Studio, leggo, penso alla casa, seguo mio fratello. Tutto sempre uguale, tutto il giorno tutti i giorni.
La mia salvezza sono i giovedì/venerdì sera e i fine settimana, perché trascorro il mio tempo "libero" con le mie due persone preferite.
Senza di loro la mia vita sarebbe un po' come un mondo senza il mare, priva emozioni.
Devo cercare di stabilizzarmi in questa vita, altrimenti quando ripenserò ai miei vent'anni mi ritroverò davanti un buco un po' imbarazzante..

Momo989 - commenti (1)
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All I want is you - Barry Louis Polisar
martedì, 26 maggio 2009 - 08:36 -

If I was a flower growing wild and free
All I'd want is you to be my sweet honey bee.
And if I was a tree growing tall and greeen
All I'd want is you to shade me and be my leaves

If I was a flower growing wild and free
All I'd want is you to be my sweet honey bee.
And if I was a tree growing tall and greeen
All I'd want is you to shade me and be my leaves

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.

If you were a river in the mountains tall,
The rumble of your water would be my call.
If you were the winter, I know I'd be the snow
Just as long as you were with me, let the cold winds blow

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.

If you were a wink, I'd be a nod
If you were a seed, well I'd be a pod.
If you were the floor, I'd wanna be the rug
And if you were a kiss, I know I'd be a hug

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.

If you were the wood, I'd be the fire.
If you were the love, I'd be the desire.
If you were a castle, I'd be your moat,
And if you were an ocean, I'd learn to float.

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.

juno2.jpg image by ppcccaps


Momo989 - commenti (4)
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Punte di cipressi
lunedì, 09 marzo 2009 - 17:44 -

Quando l'amore è così forte e sincero, non servono mille vuote parole in alcune circostanze.
Basta davvero uno sguardo, due occhi che brillano nella luce del tramonto, per capire che lui ha soltanto bisogno di un tuo sorriso, del tuo braccio intorno alla sua vita.
Vita...in tutti i sensi.
E allora dopo si può guardare lontano, dove il cielo blu appoggia tutti i suoi colori, come se fosse un po' impacciato e in attesa di capire come sistemarli.

Prima il blu.
Poi l'azzurro.
Poi il giallo.
Poi l'arancio.
Poi il viola.

C'è anche il rosso!

Allora...prima il blu.
Poi l'azzurro.
Poi il giallo.
Poi l'arancio.
Poi il rosso.
E infine il viola.

E mentre si ritorna alla macchina si contano quelle punte scure di cipressi che verso sera mi fanno sorridere ancora di più per la loro incredibile bellezza.

Ti amo..


Momo989 - commenti (1)
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chi sono
Una principessa, una stellina rossa, un ghiro, un cucciolo di dalmata, la ragazza più fortunata del mondo (uscita da un pentolone di panna e fragole), la Maga Magot della cucina.. Ma soprattutto, un paio di occhi dolci che ha incontrato la sua ragione di vita.


Tempus fugit





The Pogues, "I'll love you till the end"




I just want to see you
When you're all alone
I just want to catch you if I can
I just want to be there
When the morning light explodes
On your face it radiates
I can't escape
I love you 'till the end

I just want to tell you nothing
You don't want to hear
All I want is for you to say
Why don't you just take me
Where I've never been before
I know you want to hear me
Catch my breath
I love you 'till the end

I just want to be there
When we're caught in the rain
I just want to see you laugh not cry
I just want to feel you
When the night puts on its cloak
I'm lost for words don't tell me
All I can say
I love you 'till the end

Pensieri che leggo


Arianna
DancerOnTheSea
Darklymph
Darthy
Mielassa e AniceStellato
MoonlightNight
Sensibile Panda
Son sabbia i minuti spensierato mortale
Tra i fiori, il ciliegio... ...Tra gli uomini, il samurai.
Utopia

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