martedì, 31 luglio 2007
Sciarpa, cappello e una libreria
Sciarpa, cappello e una libreria
Ieri sera, tra la felicità e la freschezza del vento che finalmente ha deciso di tornare a soffiare anche qui, mi è venuto un forte senso di malinconia.
L'erba ormai è tutta secca, se pur gli alberi sono ricchissimi di foglie grandi e verdi, a terra ci sono mucchi di foglie secche e gialle, e ieri col vento si è ricreata la magia del classico viale alberato in autunno, un po' grigio, illuminato dai lampioni tondi e dalla luce opaca che si rifletteva tutt'intorno.
Mi è venuta una gran voglia di autunno, di inverno, di giornate brevi e più scure, di quell'intimità che quando sei in estate sai che solo i mesi più freddi sanno darti.
Avevo voglia di mettermi una giacca, il mio cappello colorato, una sciarpa lunga e stretta da incrociare attorno al collo, e andare a Milano in una libreria.
Momo989
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11:16
Un tappeto magico
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lunedì, 30 luglio 2007
Saffo e la bellezza di ciò che si ama
Saffo e la bellezza di ciò che si ama
Racconta Stobeo nel suo Floriregio che Solone già vecchio sentì cantare in un convito un canto di Saffo e disse: <<Io voglio impararlo e morire>>. Difficile racchiudere in meno parole l'incontro estremo di sapere e bellezza, la bellezza come sapere estremo, la poesia che diventa nostra quando la impariamo a memoria, l'appagamento del desiderio più grande che coincide con la fine del desiderio di vivere, l'immortalità della grazia.
Nessun poeta come Saffo è consapevole del dono di vedere la bellezza in <<ciò che si ama>>. Questo le dà il coraggio di eludere le convenzioni e di riconoscere la forza sconvolgente e lenitrice di eros nel rimpianto delle compagne e nella emozione della loro presenza, nei paesaggi lunari e nelle feste nuziali, nella solitudine notturna e nella intimità con Afrodite, nei rapporti spesso ardui con chi è congiunto a noi nell'amore, ma dalla parentela e nelle fantasie di morte sulle rive rugiadose dell'Acheronte. Ho scoperto, leggento questi Frammenti, che l'aggettico più ricorrente è delicato (àpalos). Delicati i cerfogli, i colli, le mani, i gesti, le fancuille nei fiori. E delicato è infatti un aggettivo che interseca mondi molteplici: tattili e figurativi, sensoriali e interiori.
Aspirazione della filologia contemporanea è di sottrarre Saffo alle condanne o alle assoluzioni moralistiche, entrambe fuorvianti, che ne hanno ostacolato per millenni la comprensione: e di restituirla al suo contesto culturale e sociale, alle celebrazioni rituali e alla continuità della tradizione poetica. Aspirazione condivisibile. Ma Saffo è anche novità perenne. Forse a questo pensava Platone quando la chiamò la Decima Musa.
"I contemporanei del futuro", Giuseppe Pontiggia
Momo989
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11:18
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domenica, 29 luglio 2007

Ho ripreso a cucinare, a preparare la tavola in modo speciale a ogni pasto, ho ripreso a disegnare, io! O_o
E' quando mi sveglio la mattina col sorriso già disegnato sulle labbra, quando vorrei che la giornata che sto vivendo non finisse mai, e allo stesso tempo che i giorni scorressero via veloci per scoprire cosa succede.
E' quando ogni cosa che ho intorno mi appare diversa da prima, quando faccio una fatica terribile a rimanere concentrata sul libro che sto leggendo.
E' quando triste o felice che sia riesco comunque a sentirmi persa e fortunata.
E' quando sogno il mare per poter triplicare la mia euforia.
..è quando guardo la luna con la voglia di vedere i miei occhi riflessi in quelli di qualcun altro
Momo989
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15:07
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sabato, 28 luglio 2007
" Mi seccava molto che il ragazzo piacesse al mio ospite. Ma che farci? Non sono forse a disposizione di tutti le bellezze della natura? Il sole splende per tutti e la luna, col suo seguito di stelle innumerevoli, guida al pascolo anche le fiere. E che dire dell'acqua? Scorre a disposizione d'ognuno. Soltanto l'amore sarà dunque un furto invece che un premio? D'altra parte, non c'è gusto a possedere dei beni che la gente non debba invidiare. "
Momo989
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09:39
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venerdì, 27 luglio 2007
"Nelle regioni incolte e selvagge la neve resiste più a lungo, mentre dove la terra splende domanta dall'aratro, in un attimo la brina leggera si scioglie.
Similmente l'ira, quando s'installa nei cuori, rimane negli spiriti rozzi, ma subito scompare da quelli gentili."
Momo989
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16:36
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martedì, 24 luglio 2007
Theodore the Poet
As a boy, Theodore, you sat for long hours
On the shore of the turbid Spoon
With deep-set eye staring at the door of the crawfish's burrow,
Waiting for him to appear, pushing ahead,
First his waving antennae, like straws of hay,
And soon his body, colored like soap-stone,
Gemmed with eyes of jet.
And you wondered in a trance of thought
What he knew, what he desired, and wuy he lived at all.
But later your vision watched for men and women
Hidind in burrows of fate amid great cities,
Looking for the souls of them to come out,
So that you could see
How they lived, and for what,
And why they kept crawling so busily
Along the sandy way where water fails
As the summer wanes.
Oggi è una di quelle giornate che vorresti non arrivassero mai.
La vigilia di un gran giorno.
Dovresti sentirti felice, un po' in ansia, e invece sei completamente a terra.
Vorrei capire che cos'è.
Non so, nostalgia per quello che si sta per lasciare e agitazione per quello che si va a scoprire?
Paura?
Ripensamenti?
Trepidazione?
Euforia?
Delusione?
Uau, se fosse un misto di queste cose, riuscirei a tenerle tutte dentro? Riuscirei a fingere che sia un giorno come un altro? Riuscirei a mascherare questo senso di nausea che mi attacca dalle otto di stamattina?
No..
No, io non ci riuscirei.
E difatti sono uno straccio.
Theodore il poeta
Da ragazzo, Theodore, sedevi per lunghe ore
sulle rive del torbido Spoon
con gli occhi profondi fissi sulla tana del gambero,
aspettando che apparisse spingendo la testa,
prima le antenne ondeggianti, come fili di fieno,
e poi il corpo, colorato come steatite,
gemmato con gli occhi di giada.
E ti domandavi, come rapito,
che cosa sapeva, che cosa desiderava, e perché mai vivesse.
Ma più tardi guardasti uomini e donne
nascosti nelle tane del fato fra grandi città,
osservando le loro anime uscire,
in modo da poter vedere
come vivevano, e per cosa,
e perché strisciassero così in faccende
sulla distesa di sabbia dove l'acqua vien meno
quando l'estate declina.
Momo989
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11:37
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sabato, 21 luglio 2007
Momo989
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17:40
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giovedì, 19 luglio 2007
Gli occhi chiusi sotto la doccia, il getto fortissimo, non un suono all'infuori dello scorrere dell'acqua gelata.
Pensieri.
Emozioni.
Paure.
Un sorriso.
Apro gli occhi, chiudo l'acqua, ho la pelle fresca.
E...
Non sto più sognando.

Momo989
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19:56
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mercoledì, 18 luglio 2007
Al diavolo la casa e tutto il resto, che se le faccia da solo le cose!
Cavolo è proprio vero che non bisogna mai aspettarsi un grazie per quello che si fa! Non pretendo di essere lodata, è mio dovere lo so benissimo, ma accidenti, lavorare e stare da sola tutto il giorno per poi la sera sentirsi dire "non hai fatto questo..ma quello perché l'hai fatto così..ma scusa cosa hai fatto tutto il giorno..ah bella vita"!
Ed è pieno di zanzarine fastidiose e fa un caldo assurdo, domani telefono per un biglietto di sola andata per l'Antartide!
Momo989
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19:35
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martedì, 17 luglio 2007
Call me irresponsible
Call me unreliable
Throw in undependable, too
Do my foolish alibis bore you?
Well, I'm not too clever, I
I just adore you
So, call me unpredictable
Tell me I'm impractical
Rainbows, I'm inclined to pursue
Call me irresponsible
Yes, I'm unreliable
But it's undeniably true
That I'm irresponsibly mad for you
Do my foolish alibis bore you?
Girl, I'm not too clever, I
I just adore you
Call me unpredictable
Tell me that I'm so impractical
Rainbows, I'm inclined to pursue
Go ahead call me irresponsible
Yes, I'm unreliable
But it's undeniably true
I'm irresponsibly mad for you
You know it's true
Oh, baby it's true
Chiamami irresponsabile,
chiamami inattendibile
aggiungi anche inaffidabile
i miei alibi ingenui ti annoiano?
beh non sono troppo intelligente
è solo che ti adoro
quindi, chiamami imprevedibile,
dì pure che sono irrealizzabile
sono incline ad inseguire gli arcobaleni
chiamami irresponsabile,
chiamami inattendibile
ma è innegabilmente vero che
sono irresponsabilmente pazzo per te
i miei alibi ingenui ti annoiano?
beh non sono troppo intelligente
è solo che ti adoro
chiamami imprevedibile,
dì pure che sono irrealizzabile
sono incline ad inseguire gli arcobaleni
và avanti, chiamami irresponsabile
si, sono inattendibile
ma è innegabilmente vero che
sono irresponsabilmente pazzo per te
tu sai che è vero, tesoro è vero
Momo989
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15:39
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